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Associazione
Salute
e Futuro EUNI
...un aiuto concreto ai medici dei paesi in via di sviluppo |
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| Alberto
Alexandre |
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Il problema della assistenza sanitaria e quello della istruzione e formazione professionale nel terzo mondo sono strettamente correlati tra di loro, e sono temi di cui il mondo cosidetto progredito deve farsi carico. Nemmeno il normale atteggiamento della comunità internazionale di badare ad interessi essenzialmente economici e di gestione del potere, può prescindere dalla gestione di queste problematiche, se non altro per la considerazione egoistica che gli effetti negativi della indifferenza ci si ritorcerebbero contro. Anche la WFNS (Federazione Mondiale delle Società di Neurochirurgia) ha dovuto preoccuparsi di mettere a disposizione dei medici dei paesi in via di sviluppo l’ insegnamento delle tecniche chirurgiche necessarie all’assistenza. Ci si è subito resi conto delle enormi difficoltà date dalla assenza delle infrastrutture sociali e specificamente sanitarie, della scarsità numerica dei professionisti disponibili, e della totale indifferenza degli Stati interessati . In Africa ad esempio esiste 1 neurochirurgo ogni milione e quattrocentomila abitanti circa. La prima scelta di far venire nelle nostre strutture sanitarie i medici specializzandi ad imparare, aveva portato spesso al risultato che questi evitavano di tornare in patria e preferivano restare inseriti nel nostro contesto sociale. Nonostante le grandi difficoltà organizzative si è scelto di dar vita a due Scuole di Neurochirurgia, una in Marocco e una in Brasile, facendo leva sulla alta professionalità di 2 Istituti locali. Ma si è subito evidenziato il secondo problema: gli specialisti che stiamo formando non hanno in patria gli strumenti necessari per lavorare. Per
affrontare
anche questo tema lo scorso anno Si evidenzia quindi l’utilità di informare il personale medico ad affrontare patologie di carattere neurochirurgico che conducono a morte o invalidità gravissima per danni al sistema nervoso centrale o periferico nei paesi sottosviluppati. Si tratta spesso di patologie che non esistono più nel nostro mondo moderno: è difficile immaginare questa realtà che potrò rappresentarvi bene attraverso qualche esempio: - la cura chirurgica dell’idrocefalo per noi è diventata ordinaria amministrazione perché le alterazioni al normale flusso del liquor negli spazi tra il cervello e le meningi vengono prontamente diagnosticate prima che si instaurino danni stabili. Non si vedono praticamente più da noi quegli infelici con cranio deforme e con andatura spastica che necessita di stampelle. Nel terzo mondo invece l’idrocefalo è ancora abitualmente causa di morte, e la cura chirurgica è inaccessibile. - alcuni processi infettivi che per noi non costituiscono più un vero rischio perché la diagnosi è divenuta agevole e alla portata di tutti i medici, nelle aree geografiche in cui l’assistenza medica - anche non specialistica - è esigua, sono forme che si aggravano sino al punto di localizzarsi nel sistema nervoso centrale e formare ascessi; - la presenza di un tumore cerebrale, anche quando piccolo o piccolissimo, provoca dei disturbi che oggi per noi vengono riconosciuti con sicurezza, permettendo la asportazione chirurgica tempestiva, con buon risultato. Nel terzo mondo nessuno fa diagnosi sin quando il tumore raggiunge dimensioni tali da non essere più gestibile. - anche per la semplice ernia del disco accade nel terzo mondo quello che era per noi un secolo fa: invalidità motoria con gravissimi dolori , e zoppia definitiva ( i poveri storpi), semplicemente perché non si fa diagnosi o non si cura in modo appropriata. Io
ricordo
quando da noi esistevano casi in cui si asportavano dal cervello
parassiti
incistati, o tumori di dimensioni proibitive, o si drenavano ascessi
cerebrali
, o idrocefali tesi su di un cervello ridotto a Nel terzo mondo no. Le malattie
di interesse neurochiurgico non sono eventi rari,
interessano una grande fetta di popolazione,
e sono tra le maggiori cause di invalidità o morte. E i
neurochirurghi sono 1
ogni milione e mezzo di abitanti. Da:
noi 1 ogni 50.000- La
collaborazione con E’ evidente quindi quanto importante sia avere coscienza di queste realtà e fornire aiuto di strumenti e di docenza per far crescere in loco la competenza professionale. Parallelamente
al Progetto Cushing portato avanti dal nostro Distretto
Rotary , si stanno
realizzando altre
iniziative, tra cui quella di disponibilità di docenza per
Neurochirurghi del
terzo mondo presso Nel
corso della mia
presidenza del Club è stato compiuto il primo atto pratico
nell’ambito di questo
Progetto, la consegna, durante il Congresso Mondiale di Neurochirurgia
di
Marakech a Giugno 2005 della cifra di 3.000 Euro, al Dr. Didier Balanda
Mudjir,
della Repubblica Democratica del Congo, che ha avuto una borsa di
studio negli
anni passati per restare ad apprendere in Rabat, e altri 3000 al Dr
Nisaru J.
Ismail, della Nigeria, che ha frequentato Grazie ad un accordo mediato dalla Fondazione Mondiale di Neurochirurgia il principale produttore di strumenti chirurgici ci ha consentito l’acquisto del set minimo necessario per fare interventi cranici o di colonna vertebrale con questa cifra. Così i due specialisti sono tornati in Patria ognuno con il proprio strumentario e lì lavorano. Il
Progetto Cushing si
compone di varie attività: in primis
disponibilità
di docenza presso Il primo atto pratico compiuto dalla Operazione Cushing è stato la consegna, durante il Congresso Mondiale di Neurochirurgia di Marakech a Giugno 2005 della cifra di 3.000 Euro, a - Dr. Didier Balanda Mudjir, della Repubblica Democratica del Congo, che ha avuto una borsa di studio negli anni passati per restare ad apprendere in Rabat - Dr Nisaru J. Ismail, della Nigeria, che ha frequentato la Scuola Universitaria a Rabat la cifra è quanto abbiamo convenuto con il principale produttore di strumenti chirurgici per l’acquisto del set minimo necessario per fare interventi cranici o di colonna vertebrale. I due specialisti sono tornati in Patria e lì lavorano. La nostra disponibilità finanziaria tornerà ad essere utile per il prossimo futuro per supportare i prossimi due diplomandi, uno in Brtasile e uno in Africa. La partecipazione all’Operazione Cushing da parte del Club Rotary Treviso Nord, permetterà di presentare l’iniziativa al Distretto Rotary, che può decidere di supportarla e di integrarne il patrimonio. Questo sistema è interessante perché combina insieme l’immediatezza dell’assistenza specialistica a chi ne ha bisogno, con la scelta di insegnare intensamente a chi poi può lavorare in patria per lo sviluppo locale. Lo scopo è di creare una continuità dell’iniziativa che ha come possibili sviluppi il finanziamento della attività chirurgica, la fornitura di acqua agli istituti di cura, l’edificazione di Sale Operatorie adeguate e quant’altro potrà servire a far crescere l’assistenza sanitaria diretta nei paesi in via si sviluppo. Alberto Alexandre |
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